DPR 27 marzo 2001 n 220: cosa dice sui concorsi del Servizio sanitario nazionale?

Partecipare a un concorso pubblico è il modo per essere assunti con contratto a tempo indeterminato da qualsiasi Ente pubblico. Significa, in sintesi, uscire dalla condizione di precario per poter essere stabilizzati.

Con “stabilizzazione dei precari” si intende una serie di provvedimenti statali per assumere i lavoratori negli Enti pubblici. Lo si fa tramite concorso pubblico, e vale anche per tutti i professionisti dell’ambito sanitario.

Tra questi provvedimenti, rientra il DPR 220, del 27 marzo 2001, che disciplina i concorsi per personale non dirigenziale all’interno del Sistema Sanitario nazionale.

Come poter partecipare

Ci sono requisiti di base per poter partecipare ai concorsi pubblici. Per essere ammessi, è necessario essere in possesso di:

  • cittadinanza italiana
  • idoneità fisica accertata allo svolgere l’impiego
  • titolo di studio congruente alle richieste del bando
  • iscrizione all’albo professionale relativo, qualora venga richiesto

Inoltre le prove di esame devono accertare la conoscenza del candidato dei più diffusi dispositivi informatici e della base di una lingua straniera; naturalmente, è imprescindibile la conoscenza della lingua italiana.

Grazie a questo concorso, gli Enti assegneranno almeno il 70 per cento dei posti a disposizione per ogni categoria. La parte restante, calcolata in un massimo del 30 per cento, può essere selezionata fra il personale interno, come è previsto dal Contratto collettivo nazionale.

 

Il punteggio

Alcuni concorso utilizzano una doppia modalità per assegnare i punteggi sui quali poi stilare la graduatoria; ovvero sommano i risultati delle prove con i titoli già in possesso dal candidato. In tutto, è possibile arrivare a un massimo di 100 punti, di cui 30 per i titoli e 70 per le prove.

Per le prove di esame i punti sono:

  • 30 per la prova scritta
  • 20 per la prova pratica
  • 20 per la prova orale

Per i titoli non c’è un punteggio prestabilito, ma si basano su

  • Carriera
  • Titoli accademici e di studio
  • Pubblicazioni
  • Curriculum

I concorsi che si articolano su due prove di esame danno sempre un massimo di 100 punti, 40 per i titoli e 60 per le prove di esame.

I punti per le prove si dividono a metà: 30 per la prova pratica e altrettanti per la prova orale.

La graduatoria

Non tutti coloro che partecipano a un concorso pubblico hanno la certezza di ottenere un posto di lavoro. Anzi, alcuni concorsi hanno un tale numero di candidati che diventano davvero una sfida ardua.

I punteggi hanno lo scopo di creare la graduatoria, ovvero la classifica dei candidati in base ai risultati ottenuti. E’ questo documento che stabilisce chi potrà accedere al posto vacante: i candidati che si posizionano ai primi posti.

Qualora un candidato dovesse rifiutare la chiamata per motivi personali, si “scorre la graduatoria”; si passa quindi ai nomi immediatamente sottostanti, chiedendo al candidato la sua disponibilità.

E’ per questo che è fondamentale che la descrizione delle prove e il metodo di assegnazione dei punteggi sia chiaro e pubblico; affinché non vi siano dubbi nella obiettività dei risultati.