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Il Contributo da parte di una collega che lavora all’estero!!!!

Gentilissimo Dr Saverio Stanziale,

Sono Simona Pagano e spero la presente La trovi bene.

Seguo con molto interesse le iniziative da lei prese atte a migliorare la nostra professione, penso siceramente che lei sia la persona giusta per apportare le modifiche necessarie e ci tengo a rinnovare la mia completa disonibilità nel sostenere qulasisasi iniziativa interessente.

Probabilmente la mia lettera le giungerà con sorpresa, le scrivo per condividere qualcosa che ritengo importante.

Lavoro all’estero da diversi anni e rimango sempre stupita dell’alto valore che si dà alla nostra professione all’ estero.

I “Tecnici di laboratorio” all’estero sono considerati la figura centrale nella ricerca e nella dignostica, riconosciuti esperti in salute pubblica ed in tecniche diagnostiche.

Aprezzo moltissimo quando vengo invitata ad una riunione in ospedale e mi viene chiesto di esprimermi in relazione a quale sia la scelta migliore da prendere in relazione a protocolli da seguire, e le prime volte accettai con stupore.

Il motivo del mio stupore è che ce ne andiamo dall’ Italia persuasi ormai di essere l’ultima gradino della gerarchia di un laboratorio, di essere quello che sa , ma non deve esprimersi, perché più qualificato di lui c’è sempre un biologo e un medico, per poi scoprire all’estero che non esiste una gerarchia, ma ruoli diversi….e

noi abbiamo il nostro il nostro ruolo professionale ben definito…o forse no?

Mi ferisce sempre profondamente quando spiegando quello che faccio un ospedale i biologi mi rispondono SEMPRE: ” ma tu sei solo un TECNICO, ti permettono di fare queste cose?”

Ma la colpa non è la loro…se si sono convinti che noi siamo semplici TECNICI con il ruolo di calibrare la macchine perché noi in Italia è così che siamo considerati…NOI abbiamo chiesto agli italiani di chiamarci tecnici, e loro tecnici ci considerano!

Nel corso degli anni con l’introduzione del corso di Laurea, la nostra professione si è arricchita di professsionalità , responsabilità e competenze; proprio per questo, come

probabilmente saprà, in molti paesi è stato cambiato nome alla nostra professione , in quanto la dicitura “Tecnico” non delinea chiaramente la nostra professione e si addici di più a chi svolge un lavoro strettamente tecnico. Non è il caso nostro, in quanto a noi viene chiesto non solo di eseguire una tecnica ma anche di interpretare un dato assumendosi la responsabilità di un risultato clinico dovanti ad un paziente…si, perchè all’estero, NOI autorizziamo i risultati, non qualcun’altro che non li ha eseguiti…

Si , ci sono molte, moltissime cose che dovrebbero essere cambiate in relazione alla nostra professione in Italia.

Sono sicura che Lei, Dr Stanziale, è consapevole della maggior parte di essi e come le ho premesso personalmente seguo sempre con grande interesse le sue iniziative atte a migliorarci.

Tuttavia vorrei incoraggiarla a non sottovalutare l’importanza nel chiamarci nel modo corretto.

Potrebbe essere un primo passo che spinge l’Italia a considerare la nostra professione con maggiore dignità e rispetto.

Sono sicura che ha a cuore i migliori interessi per la professione che rappresenta e per questo motivo considererà anche la mia proposta con interesse.

Detto questo , è mia opinione che dovremmo chiamarci Medical Laboratory Scientist ( come può vedere in fondo all’email), ossia il termine usato nel resto del mondo, ma ovviamente la scelta spetta al consiglio.

In attesa di un suo gentile riscontro e sperando di aver preso iniziativa gradita, le mando i miei più cordiali saluti.

Simona Maria Pagano
Med Lab Scientist