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Tecnici di laboratorio biomedico. Stanziale (FiteLab): “Perché è strategico un Comitato scientifico nazionale e professionale”

Necessario “porre le basi per superare le divergenze che creano caos tra i Tslb giovani e meno giovani”. Con la creazione di un Comitato “si possono evitare sovrapposizioni di competenze e che le responsabilità professionali siano misurate secondo parametri medicocentrici”. Questo il tema sul tappeto dell’incontro coordinato da FITeLaB con Antel, Aitic, Sitap e le aree tecnici di Sibioc e SIPMeL

11 SET - Superare collegialmente le criticità poste dal Decreto Ministeriale sul riconoscimento delle associazioni/comunità professionali e scientifiche dall’apposito elenco istituito e regolamentato.

Questo l’obiettivo dell’incontro coordinato da FITeLaB con i rappresentanti dell’area tecnici di SIPMeL e SIBIOC. Assenti per motivi istituzionali i referenti di SIMTI e AMCLI nonostante avessero dato l’adesione oltre ad AnTeL, AITIC e FITeLaB in veste di coordinatore della riunione.

Un incontro che ha definito l’importanza del monitoraggio delle competenze in virtù della L. 42/99 che di fatto, si sottolinea in una nota, “sancisce l’autonomia professionale e definisce il ruolo dei Tecnico di Laboratorio Biomedico (Tslb) in termini di qualità ed efficientismo al sistema sanitario nazionale”. La scelta da parte di FITeLaB di condivisione delle proprie idee e riflessioni sono servite quindi per concretizzare la possibilità di creare un gruppo di lavoro sinergico su più progetti in tutte le aree di competenza.
“Era importante – ha affermato Saverio Stanziale, Presidente FITeLaB – che si concordasse la formazione di un Comitato Nazionale Tecnico Scientifico Professionale con un profilo ‘slow’ dove la partecipazione di associazioni/comunità scientifiche e professionali sia univoca e misuri il gap tra l’esercizio professionale ‘ideale’ e quello oggetto di valutazione. Si debbono porre le basi per un futuro che coincida con il superamento di divergenze che creano caos tra i Tslb giovani e meno giovani. Infatti definendo un percorso condiviso e strutturato da un Comitato Nazionale Tecnico Scientifico e Professionale, non si dovrebbe precludere la partecipazione alla predisposizione delle linee di indirizzo ai Tslb nonostante ad oggi la norma escluda tutte le professioni sanitarie tranne quella medica. Ci auguriamo che attraverso questa struttura organizzativa si possano superare parte delle criticità che oggi per la mancanza di una leadership sembra difficile”.

“Pur riconoscendo che per superare la diffidenza tra professionisti sanitari di area ci vogliono idee innovative e non agnosticismo, oggi, si debbono porre le basi per il futuro” ha quindi aggiunto Stanziale.

“Ora dobbiamo trovare in fretta il catalizzatore in grado di stimolare e sensibilizzare i colleghi delle società scientifiche e professionali alla collaborazione per la creazione di un Comitato Scientifico Nazionale e Professionale – ha concluso – che eviti sovrapposizioni di competenze e che le nostre responsabilità professionali non vengano misurate secondo parametri medicocentrici. Percorsi di responsabilità riconosciuti dal Ministero della Salute ma accreditati da un unico legislatore proprio dello specifico professionale e questa è solo la punta di un iceberg per l’inizio di un nuovo percorso professionale volto al cambiamento”.

11 settembre 2017
dal quotidiano sanità

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