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Sentenza del Tar di Cagliari su accesso concorsi per Tecnici di Laboratorio Biomedico.

Riceviamo e pubblichiamo copia della sentenza emanata dal Tribunale di Cagliari riguardante i titoli di accesso ai concorsi di Tecnici di Laboratorio. lasciamo a voi cari colleghi i commenti sulla questione. Per chi volesse intervenire sulla questione è aperto il forum di discussione. (fonte: collega Fausto Caria di Alghero)

Ricordiamo a tutti che la Fitelab è intervenuta proprio in questi giorni su un’altro concorso attualmente in corso, emanato dall’azienda universitaria di Cagliari (vedi documento) cercando di far capire ai dirigenti della stessa che non si possono fare i concorsi per tecnici, non tenendo conto delle norme concorsuali che stabiliscono inequivocabilmente quali sono i requisiti specifici per l’accesso a tali concorsi. Ne si può dimenticare che il titolo di Tecnico di Laboratorio acquisito  a seguito di Laurea Triennale svolta presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia (unica facoltà abilitata a fare i corsi di laurea per Tecnici) è titolo ABILITANTE  alla Professione di Tecnico di Laboratorio Biomedico.

Pubblichiamo anche, copia delle risposte ai nostri quesiti in merito alla questione, ricevuti dai due Ministeri interessati (Salute e MIUR)

Sentenza TAR Cagliari 15-6-2011

Nota Azienda Cagliari

risposta del miur su laurea Biologia e Biotec 24 maggio 2010

risposta Ministero salute a firma Leonardi su equipollenza titoli25 gennaio 2011

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41 Risposte per: "Sentenza del Tar di Cagliari su accesso concorsi per Tecnici di Laboratorio Biomedico."

  1. Caria Fausto scrive:

    Carissimi colleghi,
    vi mando in allegato questa sentenza ” vergognosa”, che ripropone tristemente la nostra incredibile debolezza e la rapacità di alcuni ordini professionali che ormai privi di opportunità lavorative si lanciano col conforto dei tribunali verso professioni per le quali non dovrebbero lavorare.
    Vi saluto Fausto Caria Alghero.

  2. anna scrive:

    non e’ possibile far ricorso e sbattere fuori chi vuole rubare il lavoro a un tecnico?

  3. Francesco D'Amico scrive:

    E’ vergognoso che un tribunale liquidi cosi la questione. Non è vero che che le due lauree, perchè di lauree si trattano sono equipollenti, in più vi sono delle leggi che individuano la nostra figura professionale che è differente dal biologo. Non è vero che le materie di studio non vengon approfondite durante il corso di studi, tutto dipende dai docenti universitari, e ciò vale anche per biologia.
    In virtù del fatto che la legge individua espressamente la nostra figura professionale dobbiamo fare qualcosa…..
    Non possiamo rimanere a guardare!
    Francesco

    • Francesco D'Amico scrive:

      Qui siamo difronte ad abusivismo professionale e cantonata del TAR. Bisogna ricorre al Consiglio di Stato!

  4. ROSO scrive:

    Ricordo quando andavo all’Università che i colleghi Biologi snobbavano noi che studiavamo tecniche di Lab Biomedico perchè reputavano la nostra come una laurea per chi voleva fare un lavoro simile al loro studiando meno…adesso che sono stati inquadrati come dirigenti e al tempo stesso soppiantati dai medici cercano di fare del tutto per fare i tecnici. Quello che è successo in questa sentenza è il frutto di diverse cose che non vanno nel nostro settore:
    1. abbiamo una laurea che non ha una specialistica professionalizzante (oltre l’unica per diventare dirigente delle prof sanitarie) per cui la nostra laurea continua ad essere di primo livello e quindi inferiore a quella del Biologo Senior;
    2. la mancanza di un Ordine Professionale di cui tanto si parla;
    3 diverse associazioni di categoria che da sole, isolate l’un l’altra, non raggiungeranno mai un numero tale di iscritti da potersi imporre sulle altre associazioni.
    Che dire, mi dispiace per i colleghi Biologi che stanno vivendo un periodo nero, ma se a questa sentenza se ne aggiungono altre con il medesimo esito, beh, mi sa che per noi tecnici
    sarà ancora più dura. E’ inutile prendersela con i Biologi ma dobbiamo essere noi giovani laureati che dobbiamo cercare di migliorare, professionalizzare, elevare, differenziare ma soprattutto “modernizzare” la nostra professione, dimostrare che possediamo una forma mentis e una cultura tale da meritare ruoli e responsabilità sia in ambito professionale che a livello universitario (laurea e post laurea) di pari livello a tutti gli altri colleghi laureati.
    Confido sulla FiTeLab…

    • Saverio scrive:

      Caro amico,
      Fai bene a confidare su la nostra Associazione che si attende che molti colleghi ripongano fiducia e aspettative concrete.
      Dobbiamo confidare sul nostro orgoglio professionale, ma soprattutto dobbiamo riconoscere la nostra identità e appartenenza associativa frutto di mille lotte fatte contro l’abusivismo.
      Oggi, dopo una sentenza che ci avvilisce, dobbiamo riconoscerci ancora di più sulla nostra associazione e con la partecipazione di tutti, far leva presso gli organi competenti.
      Da anni, molti colleghi operano con passione e grande spirito di appartenenza, e oggi mi sento di ringraziarli per tutto il lavoro spesso silenzioso, poco pubblicizzato ma in grado di mantenere in vita questo gruppo che mi auguro diventi sempre più numeroso.
      Mi auguro che altri scrivano le loro impressioni e aspettative, il loro sconforto e delusione
      ma anche la loro voglia di riscatto e cambiamento. Chiarezza del nostro ruolo all’interno dei Laboratori alla luce di chi eravamo e di chi siamo ora.

    • m.m. scrive:

      dire vergogna significa utiizzare un eufenismo…!
      ma purtroppo non mi meraviglia affatto questa cosa visto che anche nel mio ambiente lavorativo il tecnico di lab. funge solo molte volte da manovalanza.
      Gli altri sono i “dottori”, non i “ragazzi” che lavorano in quel determinato lab.
      Spero proprio che la situazione possa migliorare ma ho seri dubbi in proposito!
      In tutti i modi forzaTECNICI ce la faremo, la nostra sar una lunga ma valida BaTTAGLIA

      • Imma scrive:

        Il problema dei biologi è che non sono nè medici nè tecnici di laboratorio…ci disprezzano tanto però alla fine rubano ciò che è nostro…parlano tanto di professionalità, di preparazione si riempiono talmente la bocca con queste loro convinzioni ma alla fine si pestano i piedi da soli. Quello che vale tanto è la preparazione universitaria, io m sono laureata all’Università di Napoli, ho avuto dei Professori bravissimi e colleghi tecnici molto preparati e tante volte, dove attualmete lavoro, arrivano biologi vicini alla laurea a fare tirocinio ai quali bisogna ancora spiegare il significato della calibrazione e dei controlli di qualità….una roba imbarazzante…e nonostante tutto ancora pensano di essere superiori…ma superiori a chi poi???Penso che ognuno dovrebbe stare al proprio posto…e se proprio ci tengono a lavorare come tecnici di laboratorio devono prima LAUREARSI e poi fare i concorsi…
        Ragazzi cosa dire di più….mi dispiace per i colleghi che si sono visti soffiare il posto e spero che qst nn accada più!! Dobbiamo essere uniti.

  5. IVANA scrive:

    sono pienamente in accordo con voi, non é possibile abusare cosi’ della nostra professione , le competenze sono diverse il percorso di studi è diverso , (lo fanno loro il tirocinio in ospedale????) dovrebbero almeno portare rispetto a quei biologi che vedendosi chiudere le porte lavorative si sono rimessi in gioco intraprendendo la laurea per tecnici …..dobbiamo fare qualcosa….non so bene cosa ma un primo passo é già il poterci confrontare in questo sito…..il cammino è lungo io sono con voi….VIVA I TECNICI DI LABORATORIO

  6. patrizia scrive:

    Ritengo che quel che è successo sia gravissimo. Sono d’accordo con voi quando dite che occorre fare quakcosa e sostengo fortemente quanto detto da Roso: albo e specialistica .Molti ragazzi laureati in Tecnico di Laboratorio, successivamente si iscrivono a Biologia o alle Lauree Specialistiche di Biologia, perchè hanno voglia di approfondire gli studi e non sono interessati alla nostra specialistica. Iniziamo a fare una mappatura delle competenze da sviluppare all’interno dei nostri laboratori e cominciamo a lavorare per proporre master e specialistiche ai neo laureati.

    • Luca scrive:

      Secondo me il problema nasce da un equivoco di fondo : nei concorsi per tecnici ancora indicano come titolo di studio idoneo il diploma universitario e equipollenti anzichè la laurea di primo livello e equipollenti. Quindi se la laurea in biologia può essere considerata superiore al diploma, sicuramente non può essere così rispetto ad un’ altra laurea.

      • Paolo scrive:

        > Secondo me il problema nasce da un equivoco di fondo :
        > nei concorsi per tecnici ancora indicano come titolo di
        > studio idoneo il diploma universitario e equipollenti
        > anzichè la laurea di primo livello e equipollenti.
        Credo anche io, infatti, il TAR nelle motivazioni specifiche cita si una pregressa giurisprudenza, ma sono sentenze dove il concetto di assorbenza verso un titolo ‘inferiore’ e’ relativo al Diploma Universitario e non alla odierna Laurea di primo livello.
        Inoltre, nella parte relativa alle materie, il precedente che viene utilizzato e’ del 1987… un tantino datato mi verrebbe da dire.

  7. Francesco D'Amico scrive:

    Bisogna ricorrere al Consiglio di Stato. Il concorso è per Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico (cat. D)
    Il D.M. 26-09-1994 n. 745 e successive modifiche ed integrazioni individua la figura del TSLB e dice questo: Con decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica sono individuati i diplomi e gli attestati, conseguiti in base al precedente ordinamento, che sono equipollenti al diploma universitario (Oggi Laurea di I° Livello-SNT3-Classe delle Lauree nelle professioni Sanitarie Tecniche di cui al D.M. 04/08/2000) ai fini dell’esercizio della relativa attività professionale e dell’accesso ai pubblici uffici.
    Non si accenna da nessuna parte alla laurea in biologia.
    Quindi i TAR ha “cannato” e bisogna ricorrere al Consiglio di Stato.

    • Paolo scrive:

      > Non si accenna da nessuna parte alla laurea in biologia
      Per la verita’, sempre leggendo la sentenza TAR, (cit.) “l’esecuzione di analisi biologiche rientra, secondo l’art. 3, lett g), della legge 24/5/1967, n. 396 (Ordinamento della professione di biologo), fra i compiti del biologo”, siamo sicuri sicuri che il DM 745 (e seguenti) vada ad *annullare* una legge dello Stato?

      • Francesco D'Amico scrive:

        Io sono anche “perito chimico” e tra i tipi di analisi che può compiere un per chim ci sono anche le analisi chimico cliniche (Profilo Professionale: Il corso per conseguire il Diploma di Perito Industriale a indirizzo Chimico fornisce nozioni per poter essere in grado di svolgere le seguenti attività professionali: [2]
        Tecnico di laboratorio di analisi adibito a compiti di controllo nei settori: chimico, meccanico, merceologico, biochimico, farmaceutico, chimico-clinico, bromatologico, ecologico e dell’igiene ambientale;
        Tecnico addetto alla conduzione e al controllo di impianti di produzione di industrie chimiche;
        Operatore nei laboratori scientifici e di ricerca.
        http://it.wikipedia.org/wiki/Perito_chimico ).
        Il dm 745 e succ. modifiche individua la figura del tslb e il concorsi per le asl sono per tslb…….non per biologi (a cui competono le anilisi biologiche) ne per assurdo per periti chimici (a cui competono anche le analisi chimico cliniche e biochimiche).
        E’ un estremizzazione ma spero mi sono spiegato!
        Qui si tratta di concorsi pubblici per profili specifici individuati da leggi dello sto.
        Non si sta cercando di capire se è meglio assumere un biologo, un tslb o un perito chimico.
        Concorso per TSLB cat(D)…….. quindi Laureati, DU ed equipollenti ma TSLB (DM 745 e successive modifiche).
        La legge è chiara. La sentenza è una forzatura che non tiene conto di quanto suddetto……
        Pensiamo a concorsi per infermieri a cui partecipino Medici disoccupati invocando il principio dell’assorbimento……assurdo vero!

        • Paolo scrive:

          > La legge è chiara. La sentenza è una forzatura che non tiene conto di
          > quanto suddetto
          Non ci siamo capiti, so cosa dice la legge, concordo che sia chiara e che quei posti siano per Tslb, solo, mi chiedevo, visto che spesso la legge viene *interpretata* nella sua applicazione, se non esistesse una specie di strascico delle normative vigenti nel passato, tutto li’, mi par di aver chiaramente concordato col ricorso al Consiglio di Stato.
          Scusa, ho controllato, avevo scritto la mia posizione rispetto al ricorso, ma il post e’ stato prima pubblicato e poi cancellato, ancora non so il perche’.

        • Pietro Guida scrive:

          CiAO SONO UN PERITO CHIMICO ISCRITTO ALL’ALBO DAL 2005, COME BEN SAI PER ESERCITARE LA LIBERA PROFESSIONE SI DEVE FARE UN ESAME E PRIMA ANCORA PER EFFETTUARE L’ESAME DI ABILITAZIONE SI DEVE FARE TIROCINIO PER BEN DUE ANNI CON STEP DI 6 MESI ALLA VOLTA!I PRIMI SEI MESI IO LI HO FATTI PRESSO UN LABORATORIO DI ANALISI CLINICHE …ADESSO DOPO TUTTO IO NON RIESCO A DIMOSTRARE DI POTER ESERCITARE IL MIO LAVORO DI TECNICO DI LABORATORIO NEI LABORATORI DI ANALISI CLINCHE… PUOI DARMI DELLE DELUCIDAZIONI ? CIAOOOOOOO

          • Presidente scrive:

            Carissimo Pietro,
            Intanto volevo chiederti a quale albo sei iscritto dato che per la nostra professione l’albo deve ancora essere approvato.
            Inoltre in merito al tuo titolo, ti consiglio di entrare sul nostro sito e scaricarti tutti i documenti sull’equipollenza dei titoli (Link equipollenza titoli) cosi èpotrai scoprire perchè noin puoi esercitare la professione di Tecnico in carenza di titolo specifico o di titolo equipollente al diploma universitario.
            Cordialmente
            La segreteria Fitelab

  8. barbara scrive:

    Questa notizia mi ha lasciato profondamente amareggiata e delusa.
    Invito TUTTI i colleghi a impegnarsi seriamente per apportare il profondo cambiamento culturale di cui la nostra categoria ha tanto bisogno.
    Penso che tutte le associazioni di TSLB dovrebbero parlarsi e Coordinarsi per un interesse comune e cioè la tutela e la difesa della propria professionalità, cosa per cui a mio avviso si fanno enormi sacrifici ogni giorno.
    Un altro problema secondo me non da trascurare è l’accesso dei TSLB alla specialistica in Biotecnologie ma…..per diventare cosa?
    Invito tutti gli studenti a fare una riflessione sulle prospettive future di questa delicata professione e di non considerare l’Università solo un “esamificio” ma un luogo di crescita e discussione!!!!!!

    Questa sentenza è semplicemente VERGOGNOSA.

    • Francesco D'Amico scrive:

      Hai ragione, però sull’accesso di noi TSLB alla specialistica in biotecnologie e simili devo dissentire. Sai magari uno durante il corso di studi capisce di essere portato per la ricerca di base in determinati campi, e questo tipo di specialistiche permettono di approfondire determinate discipline necessarie per poter fare quel tipo di “ricerca”.
      Per il resto d’accordo su ordine professionale, specialistiche più e master alternativi a quelli di tipo manageriali più mirati e professionalizzanti.
      Ma prima ricorso al Consiglio di Stato.

      • Barbara scrive:

        Caro collega,
        il Biotecnologo è una ulteriore figura che si occupa di laboratorio ma ne esistevano già a decine tipo il “tecnico enti di ricerca” etc. secondo me serve solo a confondere ancora di più le cose. Ti ricordo che sul nostro profilo professionale siamo GIA’ adibiti a tecnici di ricerca, possiamo farlo benissimo senza prendere ulteriori Lauree di facoltà NON MEDICHE. L’approfondire certe materie si fa con l’esperienza e con lo studio sul campo come già succede da sempre per tutte le professioni, non credo servano titoli. Secondo me il nostro impegno dovrebbe essere quello di fare proposte formative per valorizzare la nostra professione e non cercarne altre. Ci opponiamo a una sentenza ingiusta però poi facciamo un altro corso di studi che non è il nostro perchè lo riteniamo “un approfondimento”. Perdonami ma mi sembra un enorme controsenso.

  9. Renata Tomei scrive:

    Che dire? Siamo alle solite. Una decina di anni fa è capitato anche in Toscana,dove per un concorso che coinvolgeva più ASL furono ammessi anche i laureati in Biologia. Ma in quel caso i Tecnici di Laboratorio vinsero la causa ed i candidati con titolo diverso furono estromessi dal concorso. Pensavo che l’introduzione delle lauree triennali avesse posto fine a questo abuso, ma non è così. Il TAR di Cagliari ha mostrato di essere profondamente ignorante: è come se in un concorso per Infermieri o per Tecnici di Radiologia ammettessero la partecipazione di Medici solo perchè hanno un corso di studi più lungo! Credo che il ricorso al Consiglio di Stato sia più che opportuno.

  10. lucia scrive:

    davvero vergognoso!adesso si capisce perchè arrivati a cagliari per il concorso l’autista del bus dice: “qui non siamo in italia” qui siamo in Sardegna”…credono di potersene fregare delle leggi,e farsi le leggi da soli?

    • Paolo scrive:

      > credono di potersene fregare delle leggi,e farsi le leggi da soli?
      Non condivido assolutamente questa posizione, e se leggessi la sentenza noteresti che i precedenti su cui si sono basati (per quanto in parte datati o non condivisibili nell’ambito dell’applicazione) sono stati emessi sia dai Tar di altre regioni sia dal Consiglio di Stato.

      • alberto scrive:

        a mio modesto parere la legge e’ abbastanza chiara nello specificare l’unico requisito specifico che consenta la partecipazione al concorso in tecnico di laboratorio biomedico.
        e’ uno scandalo quanto successo…”, spero che si continui la battaglia e si blocchi questo avvenimento “macabro”.

      • Francesco D'Amico scrive:

        Certo, hai ragione ma si tratta di giurisprudenza datata che non tiene conto:
        1) Di chi è Il TSLB = DM 754/94, legge 26/02/99 n 49, legge 10/08/2000 n 251, DM 118/2001
        2) Della formazione Ormai Universitaria con Diploma di Laurea = DM 509/99, D.M. 04/08/2000, DM 2/4/2001, DM 270/2004,
        3) Del recepimento di quanto sopra da parte della normativa concorsuale = DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 marzo 2001, n. 220 (in
        Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 12 giugno, n. 134). – Regolamento recante
        disciplina concorsuale del personale non dirigenziale del Servizio sanitario
        nazionale, e qui c’è questa cosina interessante:
        Articolo 2
        Requisiti generali di ammissione
        1. Ai sensi dell’art. 18, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
        502, e successive modificazioni, possono partecipare ai concorsi coloro che
        possiedono i seguenti requisiti generali:

        ………… Omissis…………

        c) titolo di studio previsto per l’accesso alle rispettive carriere (per TSLB è D.M. 26-09-1994 n. 745 e successive modifiche ed integrazioni.)
        ……………………………………………….

        Che vi devo dire se non ci crediamo noi diretti interessati….. tanto vale finirla qui….

        • Presidente scrive:

          Bravissimo Francesco permettimi di complimentarmi con te sei persona estremamente competente in materia quanto da te affermato è la sostanza del problema, manca ancora qualche altra cosetta come la “Ditettiva Europea Zappalà” e ancora……
          Stiamo Lavorando come direttivo nazionale per fare il punto della situazione assieme ai nostri avvocati.
          Cordialmente
          Carmelo Laganà
          Presidente Naz. Fitelab

          • Francesco D'Amico scrive:

            Grazie presidente…….forse sono troppo zelante ma io, il mio corso è stato il primo della laurea di primo livello anno di laurea 2002, ho sempre creduto e continuerò a credere nella ns professione e nel ns corso di laurea (in cui sono docente per un corso ADO all’ Università di Chieti).
            Io ringrazio la Fitelab, a cui sono iscritto, e mi sento di dire:<>.

        • Paolo scrive:

          Di nuovo, non ci siamo capiti, ho sostenuto in precedenti post sia di come siano stati utilizzati precedenti vetusti, sia di come non sia stata considerata la Laurea di primo livello.
          La mia risposta a Lucia era relativa solo alla sua frase che ho riportato.

  11. Francesco D'Amico scrive:

    Mi sento di dire: Yes we Can!!!!!!!!!!!!!

  12. stefano zinutti scrive:

    la mia trentennale esperienza di tecnico di Laboratorio (con tanto di laurea triennale e master in coordinamento conseguiti negli anni ) mi portano purtroppo ad una amara riflessione riguardo all’ atteggiamento di SUDDITANZA che troppi nostri colleghi hanno avuto ED HANNO nei confronti di altre figure professionali tipo i BIOLOGI . ricordo altresì che , ai miei tempi, i BIOLOGI ed i CHIIMICI facevano (ed erano pagati di conseguenza) il lavoro che oggi NOI TECNICI DI LABORATORIO svolgiamo.
    Tramite un SINDACATO abile e potente quale la SNABI HANNO potuto raggiungere l’ area della DIRIGENZA e ottenere quei privilegi non solo monetari che oggi vantano.
    MA SICCOME OGGI QUESTE FIGURE PROFESSIONALI COSTANO TROPPO ALLE AZIENDE IN RELAZIONE A QUELLO CHE FANNO COSA ASPETTIAMO A OCCUPARE QUESTI SPAZI CHE IN BASE ALLE NOSTRE COMPETENZE E CONOSCENZE POSSIAMO ASSOLUTAMENTE FARE NOSTRI!!!!!!!

    • Saverio Stanziale scrive:

      Carissimi
      In attesa di quella che sara’ la risposta del Consiglio di Stato e di quello che penso debba essere una risposta FORTE della F.I.Te. La.B., voglio sostenere con altrettanta determinazione che per non permettere a nessuno di mettere in dubbio le nostre competenze molto dipende da NOI.
      Le motivazioni, le responsabilità, il cambiamento, la cultura professionale, sono leve fondamentali che non sono misurabili se non con i numeri di iscritti alla nostra Associazione.
      Mi preoccupa che nessuno si ponga questo dubbio….
      I nostri colleghi si rendono conto quante spese F.I.Te.La.B. sostenga per ricorsi, sentenze e avvocati?
      Nessuno si chiede che solo iscrivendosi all’associazione dimostra impegno e solidarieta’ e sostegno ad ogni iniziativa e forza quando un nostro documento e/o osservazione viene fatta presso gli organi competenti?

  13. Fausto Caria scrive:

    Ritorno sulla questione oggetto di numerosi interventi. Dalla lettura di diversi commenti appare chiara sicuramente una cosa: noi, oggi, sappiamo chi siamo. Il problema serio è che nonostante gli sforzi anche formativi di questi ultimi anni che molti TLB hanno affronato sulla spinta della legge 251/000 e quindi sui nuovi orizonti formativi di questi ultimi anni, siamo ancora ignorati. Siamo misconosciuti poichè di fatto siamo la truppa, siamo ad oggi i soldati che vincono le guerre ma di cui nessuno conosce il nome mentre si conosce molto bene il nome del Generale o del Capitano. Abbiamo serie difficoltà interpersonali e di categoria non riuscendo neppure tra noi ad essere uniti, una barrierra capace di sopportare il peso di altre figure professionali che difficilmente cederanno parti anche piccole del loro “potere”. E allora? Credo che dobbiamo intanto essere maggiormente presenti nella società, dobbiamo farci conoscere, divulgare, far sapere quello che di importantissimo facciamo. Conoscere significa già aver fatto dei grandi passi avanti. Credo che molto ci sia da fare anche nelle nostre coscienze di professionisti che si muovono in un contesto complesso e dinamico. Dobbiamo avere dei punti fermi che dobbiamo pretendere per noi, per noi stessi e pretenderlo già all’ intreno dei luoghi di lavoro. Io personalmente e ho avuto credetemi difficoltà molto grandi vivo in uno stato di perenne incomprensione poichè il mio giusto desiderio di affermarmi, di dire ci sono anche io, di far capire che si può essere TLB e saper anche parlare di Kant o di Klimt o di Totti non è un traguardo ma una possibilità che ci dobbiamo prendere. Faccio mio il miotto ” We Can” nella speranza che veramente noi cominciano al di là dei D.M, o D.Lgs ecc ad affermarci come professionisti, a pretendere la responsabilità che prevista spesso rifuggiamo per comodità e perchè ci piace non avere pesi o pensieri. Insomma non solo “we can ” ma di più ” we change”. Solo modificando dal di dentro quello che siamo possiamo pensare che i nostri interlocutori possano vedere quello che siamo relamente. Auguro ad ognuno di intramprendere per prima cosa questa battaglia che spesso è solitaria ma credetemi poi…diventerà una strada nella quale ognuno di noi vorrà camminare. Ciao a tutti e buone vacanze.

  14. Maria scrive:

    Buon giorno, sono Maria Biologo. Ma perchè tanto rumore? Premetto che noi Biologi non siamo affatto inferiori ai medici, riusciamo a dirigere un laboratorio come e spesso meglio di loro.
    Quello che a me stupisce è il fatto che, nel momento in cui si deciso di istituire il corso triennale per tecnici di laboratorio,il nostro Ordine non si sia opposto. Ma davvero credete che la vosta minilaurea sia superiore alla nostra laurea? e che possiate sostituirvi a noi?
    Credetemi: sbagliate e di grosso. Certo, è avvilente che un Biologo per poter lavorare debba
    rinunciare al suo egregio titolo di studio. E’ come se un medico facesse l’infermiere. Piuttosto vi chiedo: siete sicuri che voi tecnici vi atteniate al vostro ruolo? a me non sembra. Forse non avete letto l’articolo, comparso su un quotidiano qualche anno fa, di un vostro collega che in trenta minuti riusciva a leggere al microscopio più di cento sedimenti urinari. Quando poi al posto delle urine le piastre sono state seminate con del te il tecnico ha fatto ” egregiamente” il suo dovere. Ma microscopio, Axsym, Architet non sono strumenti esclusivi di noi Biologi?
    Che confusione di ruoli………… grazie a voi.

    • Presidente scrive:

      Cari amici,
      Se non vi dispiace vorrei rispondere a Maria….

      Ecco il testo:
      Gentile Maria,
      Ti ringraziamo per il tuo commento e apprezziamo la tua disponibilità ad un confronto diretto, consapevole che le tue osservazioni potessero essere giudicate critiche ingenerose.
      Crediamo che tu debba chiarire alcuni aspetti di carattere professionale con il tuo Ordine.
      Se permetti ciò che ci contraddistingue dai Biologi è chiaro e normato.
      Per quanto riguarda la tua affermazione sull’articolo che citi posso solo aggiungere:
      Adducere inconveniens non est solvere argumentum
      Cordialita’
      Saverio Stanziale

    • Barbara scrive:

      Buongiorno, sono un TSLB e faccio questo bellissimo lavoro da 18 anni!
      Il suo intervento mi ha profondamente colpita perchè secondo me ha centrato perfettamente il cuore del problema. A mio avviso le nostre due categorie non sono affatto in competizione, anzi dovrebbero avere competenze completamente differenti dato che sono Facoltà diverse, ecco perchè io non mi voglio sostituire proprio a nessuno, voglio solo fare il mio lavoro come decretato dalla normativa vigente. Il cuore del problema è proprio questo : la GIUSTIZIA. Esiste una normativa molto chiara a riguardo che dice che i Biologi NON POSSONO LAVORARE COME TSLB, scaricabile del sito dell’ordine dei Biologi e non inventata da me, dunque perchè non rispettarla? Se voi per primi non chiedete di essere inquadrati e riconosciuti per la VOSTRA specifica professione esponete entrambe le categorie a un Rischio Professionale enorme, perchè spessissimo non è chiaro chi deve fare cosa in un laboratorio e la confusione di ruoli genera errori con conseguenze gravissime per i pazienti.
      Lei dice che è avvilente per il Biologo rinunciare al proprio titolo di studio e passare a uno “inferiore”, ma quale norma dice questo? Secondo le mie informazioni facciamo 2 lavori differenti per cui sarebbe una cosa molto saggia se finalmente ognuno facesse il suo senza considerarsi superiore, è una guerra stupida e inutile. Il medico non può fare l’infermiere perchè le competenze sono differenti e non perchè sia “superiore”.
      Riguardo all’ultimo punto gli errori di laboratorio sono da imputarsi a TUTTE le categorie professionali e non a una in particolare, e a questo proposito si possono trovare abbondanti casi descritti in letteratura. La colpa è imputabile sempre a SCARSA PROFESSIONALITA’ e non al titolo di studio posseduto.
      La saluto cordialmente e mi auguro che tutte queste parole servano a tutti noi per fare una profonda riflessione.

    • Barbara scrive:

      Gent.ma la invito a leggere sul sito dell’Ordine dei Biologi la Normativa vigente dove è CHIARISSIMO che le nostre sono 2 professioni diverse!!!!! Può scaricare a tal proposito il parere del Ministero della Salute in tal senso dove si dice molto chiaramente che il Biologo no è un TSLB,e le informazioni riguardo alle specifiche competenze e mansioni a voi riservate in base alla vostra professionalità.
      Mi piacerebbe invece avere riferimenti precisi alla documentazione che attesta che microscopio, Axsym e Architect sono prerogativa dei Biologi, vorrei potermi documentare in merito.
      La ringrazio anticipatamente se vorrà fornirci documentazione inerente.
      Barbara

  15. Luca scrive:

    Per Maria:

    innanzi tutto la dicitura “mini laurea” è sbagliata. Quella per Tecnici di Laboratorio Biomedico è una LAUREA ed i Tecnici di Laboratorio laureati sono “Dottori” a tutti gli effetti.

    Non è questione di essere superiori o inferiori ma di essere figure differenti e di avere percorsi di studio differenti. Io sono Laureato Triennale in Tecniche di Laboratorio e lavoro in ospedale.

    Ti giuro che ho conosciuto tanti Biologi Quinquennali, che lavorano in un laboratorio ospedaliero, che non conoscono la differenza tra siero e plasma o che ignorano completamente cosa voglia dire calibrare e controllare uno strumento o che non sanno preparare una soluzione 0,1 molare di acido solforico.

    Noi Tecnici di Laboratorio, durante la Laurea Triennale, svolgiamo tre anni di tirocinio in un laboratorio ospedaliero, siamo quindi molto più preparati di un Biologo Quinquennale che, magari sa tutto sui pollini o sulle tecniche di Biologia molecolare ma non è mai entrato in un laboratorio di analisi chimico-cliniche.

  16. Luca scrive:

    P.S.:

    microscopio, Axsym, Architect li usiamo anche noi Tecnici Laureati. NON sono affatto strumenti esclusivi dei Biologi!

  17. Luca scrive:

    Per Maria:

    “Il Laureato in Tecniche di Laboratorio Biomedico è un Professionista Sanitario che svolge attività di analisi biomedica nell’ambito della biochimica, microbiologia, anatomia patologica, patologia clinica, immunologia comprese le tecniche di radioimmunologia, farmaco-tossicologia, genetica e biologia molecolare su campioni biologici (sangue, pezzo chirurgico, urine, espettorato, versamenti etc.). Inoltre il Laureato può essere autore o co-autore di studi o articoli relativi ad una ricerca scientifica.

    Il Dottore in Tecniche di Laboratorio Biomedico svolge la propria attività in strutture pubbliche o private o in attività di Libero Professionista e può trovare il proprio impiego, oltre che nell’ambito diagnostico, anche nelle industrie farmaceutiche, chimiche ed alimentari e nell’ambito della ricerca medica e biotecnologica.”

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