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Scuole di Specializzazione per Tecnici che abbiano conseguito la Laurea Magistrale
21 maggio 2012
13:19
Luca
Guest

E' stata inviata richiesta al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) al fine di apportare modifiche al D.M. 01/08/2005 permettendo la partecipazione ai concorsi che danno accesso alle Scuole di Specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia area non medica (microbiologia e virologia; biochimica clinica; patologia clinica), alla figura professionale di Tecnico di Laboratorio Biomedico in possesso di laurea Specialistica/Magistrale in “Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche”

 

Cosa ne pensate? E' un primo passo verso la Dirigenza di un Laboratorio?

 

Luca

4 settembre 2012
13:50
stefano
Guest

Il mio dubbio e' sulla base stessa della richiesta e nasce da un ragionamento abbastanza semplice.

Ci sono due dati inconfutabili:

– per accedere alla Scuola di Specialita' serve la Laurea Magistrale (ad oggi si tratta dei due anni post triennale),

– le scuole di specialita' in Biochimica Clinica, Patologia Clinica et simila sono un'alta espressione della Formazione Universitaria *scientifica*

Credo sia evidente a tutti che, mentre le lauree magistrali in Scienze Biologiche, in Chimica, in Farmacia, in Chimica e tecnologie farmaceutiche, in Biotecnologie mediche o farmaceutiche e in Medicina veterinaria hanno una formazione magistrale/specialistica di innegabile caratura *scientifica*, la magistrale in Tecniche Diagnostiche si caratterizza per un'impronta decisamente (per non dire solamente) manageriale-gestionale, che NULLA ha a che fare con il campo scientifico come si evince chiaramente dalla visione dei manifesti degli studi.

Concludendo, mentre per il primo gruppo di lauree (che definirei scientifiche) il biennio di specialistica porta ad *approfondire* il campo, appunto, scientifico, con insegnamenti strettamente, mi ripeto, scientifici, di contro, il biennio della magistrale Tecniche Diagnostiche non affronta (se non in una maniera che definire superficiale e' gia' troppo, non che sia una colpa, e' un dato di fatto) il campo che sara' poi oggetto della scuola di specialita'.

Aggiungo, mentre il bagaglio culturale *scientifico* del primo gruppo di lauree e' il risultato di cinque anni di formazione ed insegnamenti *scientifici*, il bagaglio di pertinenza scientifica dei soggetti in possesso della laurea magistrale in Tecniche diagnostiche e' limitato al solo triennio relativo alla Laurea di I livello (che pero', non e' titolo sufficiente per accedere alla Scuola di Specialita'' e quindi *NON puo' e NON deve* essere considerato alla pari del biennio specialistico proprio delle magistrali a caratura prettamente scientifica e non manageriale).

Stefano aka dt_bongo

6 settembre 2012
23:12
elisabetta
Guest

Caro Stefano, le specializzazioni in questione, non si possono e non si devono definire "scientifiche" ma di area "medica", perchè questa è la giusta definizione ed in base a questa definizione, non vedo perchè la formazione del tecnico di laboratorio biomedico,  costruita attraverso  una laurea triennale, a spiccato ed importante contenuto di materie biomediche ed una specialistica/magistrale di completamento manageriale, non debba avere lo stesso diritto e la stessa dignità di iscrizione rispetto una laurea in chimica o farmacia, dove i contenuti attinenti all'area medica sono praticamente inesistenti .Inoltre, qual'è il ruolo al quale si accede con queste specializzazioni? Una dirigenza sanitaria (non scientifica), dirigenza che ha  bisogno di una preparazione manageriale, che nessuna delle lauree da te citate ha nei propri ordinamenti didattici, e che si sta introducendo adesso nelle specializzazioni in questione, approfittando dell'ultima riorganizzazione degli ordinamenti. Un'ultima questione che non comprendo, relativa al tuo intervento,qual'è il tuo fine? Forse quello di dire che non saremo mai in grado di gestire un laboratorio? Mi farebbe piacere avere una tua risposta

7 settembre 2012
14:45
Stefano
Guest

elisabetta ha scritto:

> Caro Stefano, le specializzazioni in questione, non si possono e non si devono definire "scientifiche"

> ma di area "medica",

Ok, definiamole pure di area medica, e' sicuramente piu' corretto

 

>[...]  ha  bisogno di una preparazione manageriale, che nessuna delle lauree da te citate ha nei

> propri ordinamenti didattici, e che si sta introducendo adesso nelle specializzazioni in questione,

> approfittando dell'ultima riorganizzazione degli ordinamenti.

Non e' farina del mio sacco, quelle lauree io le ho solo riportate, sono elencate nei bandi delle Scuole di Specialita' della Cattolica, tra i titoli necessari per l'accesso

 

>Un'ultima questione che non comprendo, relativa al tuo intervento,

> qual'è il tuo fine? Forse quello di dire che non saremo mai in grado di gestire un laboratorio?

No, ci mancherebbe, non mi crea nessun problema se un tlb dopo la triennale acquisisce una specialistica ad impronta scientifica e poi accede ad una specialita' di area medica, e' solo questa differenza tra specialistica scientifica e specialistica manageriale che mi lascia perplesso nell'accesso ad una specialita' che sara' di area medica per definizione, ma i cui contenuti sono prettamente scientifici e non certo manageriali.

Voglio dire, se tu mi attivi una specialita' che si chiama 'Risorse Umane, direzione-organizzazione sanitaria di un laboratorio' (o qualcosa di simile) e' chiaro che una magistrale in tecniche diagnostiche e' attinente ed indicata, ma una specialita' di area medica come genetica,  patologia clinica (che forse non e' contemplata) o biochimica clinica e' un qualcosa che ti fara' fare diagnosi, in questo senso non condivido il fatto che possano accedere persone con specialistica manageriale e non scientifica.

Come detto, se il requisito per accedere alla specialita' e' la specialistica, quel che hai fatto prima (la triennale) non ritengo debba essere influente (altrimenti, tra i requisiti, non mi metti il possesso della specialistica e basta, ma mi dovresti indicare possesso di specialistica e di una certa triennale).

Riassumendo, secondo me, il possesso o meno della triennale tlb (con tutto l'innegabile bagaglio) dovrebbe essere considerato ininfluente (in quanto non citata nei bandi per la specialita'), e la specialistica manageriale non indicata (in quanto accederai a specialita' diagnostiche e non organizzative).

> Mi farebbe piacere avere una tua risposta

Fatto. Devo ammettere che la parte riguardante la necessita' di preparazione manageriale di un dirigente sanitario e' un qualcosa che non avevo considerato e che, letto le tue parole, non mi trova totalmente contrario, pero', nella realta', a parte il 'direttore', quanto spazio di manovra autonoma hanno gli altri 'dirigenti'?

Concludo, potremmo anche andare avanti all'infinito, ma la mia non e' un'opinione, e' una convinzione (e mi ci gioco che lo stesso vale per te) e tale restera' anche se, e quando, tutte le uni apriranno le specialita' seguendo la vostra scia.

Stefano aka dt_bongo

7 settembre 2012
21:16
elisabetta
Guest

scusami, non vorrei che diventasse un dialogo fra noi due ma sento la necessità di approfondire due questioni. La prima è quella riguardante l'accesso per noi, alle specializzazioni e, per ora, reso possibile dalla Cattolica, è solo per quelle in Patologia Clinica e Biochimica Clinica. La seconda, riguarda la preparazione di base che si dovrebbe avere per far si che si possa affrontare lo studio dei cinque (5) anni di specializzazione riguardante materie medico-biologiche e non scientifiche in senso lato. Secondo te una laurea in chimica riesce a fornire le basi essenziali di patologia generale, oncologia, patologia clinica, anatomia patologica genetica ecc.(tutte presenti nei nostri ordinamenti) sufficienti per l'accesso alla specializzazione ad es. in patologia clinica. Pensa che negli ordinamenti didattici della laurea in biologia non esiste l'anatomia patologica e, le specializzazioni che stiamo valutando, danno per scontata una conoscenza di base della materia.Quando si permette l'accesso ad un corso di specializzazione, e le lauree magistrali che tu hai citato hanno l'accesso riconosciuto per legge, si dovrebbe valutare una buona e pertinente preparazione di base per il successivo studio di tanti, perchè cinque sono tanti anni, praticamente un'altro corso di laurea magistrale, in cui si andranno ad approfondire tutte le conoscenze acquisite nei corsi di base.

9 settembre 2012
07:39
Stefano
Guest

elisabetta ha scritto:

> La prima è quella riguardante l'accesso per noi, alle specializzazioni e, per ora,

> reso possibile dalla Cattolica, è solo per quelle in Patologia Clinica e Biochimica Clinica.

Ah, si, non ricordavo esattamente tra genetica e pat clinica quale fosse quella possibile

 

> Secondo te una laurea in chimica riesce a fornire le basi essenziali di patologia generale,

> oncologia, patologia clinica, anatomia patologica genetica ecc.(tutte presenti nei nostri

> ordinamenti) sufficienti per l'accesso alla specializzazione ad es. in patologia clinica.

Assolutamente no, guarda, se vuoi sostenere che allo stato dei fatti, la normativa e' estremamente carente (il tuo esempio e' perfettamente calzante) e vada riformata rideterminando *quali* lauree abbiano titolo ad accedere alle scuole di specialita', con me sfondi una porta aperta

 

> Pensa che negli ordinamenti didattici della laurea in biologia non esiste l'anatomia patologica

Beh, c'erano Patologia Generale, che a Milano era un bel tomo, che affrontava 'anche' anat patol ed un semestrale (45 h.) di immunologia, certo, erano insegnamenti specifici dell'indirizzo FisioPatologico ad orientamento Patologico Sanitario

 

> Quando si permette l'accesso ad un corso di specializzazione, e le lauree magistrali che tu hai citato

> hanno l'accesso riconosciuto per legge,

Cambiamo la legge, accesso solo a chi ha affrontato nella specialistica i campi della specialita', ma quello fatto nella triennale (o lo si mette come requisito nel bando) non deve contare.

Il tutto, come sempre, IMHO.

Stefano aka dt_bongo

23 settembre 2012
11:38
tlb87
Guest

salva colleghi…scusate ma quindi voi consigliereste la specialistica in scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche o in diagnostica molecolare a urbino con l'obbligo di voler continuare con la specializzazione???credo che fare una spec che ti consenta d iscriverti all'albo dei biologi sia un pò inutile se non si continua nello studio vista la difficoltà di lavoro per i colleghi biologi…per questo vi chiedo nella dirigenza tecnica-diagnostica c'è posto per un tlb dopo i 5 anni di servizio nel pubblico,citando il bando dei concorsi? Confused

23 settembre 2012
20:31
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15 aprile 2011
Offline

Caro collega, il tuo post va un po' fuori tema, in ogni caso ritengo sia più utile e proficuo continuare con la specialistica. I posti per dirigente delle professioni tecnico sanitarie non sono molti ma ci sono. Un esempio lo trovi qui: /estav-sud-est-siena/, ma se consulti la sezione concorsi del nostro portale ne vedrai altri.

Se poi seguendo l'esempio di Roma, anche anche università illuminate apriranno alla specialistica per TSLB non vedo perchè fare altri percorsi.

Quello che mi turba è che siano proprio dei TSLB che mostrino perplessità verso una iniziativa volta a valorizzare la professione del Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico…… Questa proprio non la capisco. Surprised

25 settembre 2012
18:35
tlb87
Guest

mi scuso se sono fuori tema Confused quindi mi consigliate di continuare con la specialistica in scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche?…credo che sia bello continuare come tlb in ogni caso…anche perchè la specializzazione sarebbe un percorso troppo lungo. a dirvi il vero non credo che altre uni apriranno le specializzazioni ai tslb…solo urbino ci apre le porte per la specialistica dei biologi ad esempio..purtroppo non ci considerano idonei alla dirigenza di un lab

25 settembre 2012
19:36
Admin
Forum Posts: 100
Member Since:
15 aprile 2011
Offline
10

Ho spostato il post presecente aprendo una nuova discussione "scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche". Ti ha risposto Marco.

Ad ogni modo se dimostreremo di essere all'altezza dovranno seguire l'esempio di Roma.

La federazione si è battuta e si batterà anche per questo.

25 settembre 2012
20:51
tlb87
Guest

grazie mille!!!!

6 novembre 2012
20:38
Saverio Stanziale
Guest

Carissimi Amici,
Questo post vorrei dedicarlo a tutti voi che avete dubbi.
Il Forum serve essenzialmente anche a sciogliere incertezze.Abbiamo messo in moto questa imponente macchina, che e' FITeLaB, per darvi un servizio utile ma con un occhio sempre attento alla nostra professione di TLB, magari insistendo a riposizionarci all'interno del sistema sanitario.
La nostra volontà e' di inseguire una sanita' migliore e partecipare attivamente al conseguimento di questo obiettivo.
Soffro molto quando colleghi più giovani non trovono collocazione o confondono il nostro ruolo con quello dei biologi.
Abbiamo bisogno anche di Voi per superare l'affanno di oggi e scommettere su questa associazione.
Cambiamento, speranza: slogan ormai inflazionati.
La nostra squadra ha costruito una campagna pragmatica ed il primo passo e' proprio quello intrapreso dai colleghi a Roma.
La nostra sfida non si ferma qui.
Vedrete domani
saverio stanziale

27 febbraio 2013
13:20
futurotlb
Guest
13

Salve a tutti, in merito a questa discussione non mi è chiara una cosa.
Ho letto che all'Università Cattolica di Roma è consentito l'accesso alle Scuole di Specializzazione ai laureati in TLB + Specialista in Scienze e Tecniche Diagnostiche.
Ora però non capisco una cosa.

Appurato che:
- per dirigere un laboratorio analisi privato serve la laurea in biologia e l'iscrizione all'albo dei biologi (sez. A);
- per dirigere un laboratorio analisi pubblico serve la laurea in biologia o medicina + specializzazione;

 

A questo punto mi chiedo…il TLB con Specialistica in Scienze e Tecniche Diagnostiche non essendo un biologo ne un medico, pur avendo la specializzazione (come nel caso dell'accesso alla Cattolica), non potrebbe comunque mai dirigere un laboratorio…oppure si?

8 marzo 2013
12:43
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15 aprile 2011
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14

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